La pittura dell’800

Durante il XIX secolo in Europa hanno luogo diverse e importanti trasformazioni che cambieranno radicalmente molti aspetti culturali e porteranno in ambito artistico al progressivo abbandono dei canoni accademici.

In alcuni paesi Europei si sviluppano nuovi sentimenti di libertà e uguaglianza, nel nome dei quali nascono forti contrasti e sanguinosi scontri.

Nel mentre, il rapido sviluppo industriale porta fermento e tensioni che si traducono in vere e proprie lotte sociali; d’altra parte, l’innovazione scientifica mette in campo nuove straordinarie invenzioni (basti pensare alla fotografia, all’automobile, al telegrafo) destinate a rivoluzionare svariati campi, lavorativi e sociali.

La pittura viene indirettamente ma radicalmente trasformata da tutti questi processi; si assiste infatti nel corso dell’Ottocento a una vera e propria trasformazione del pensiero, sull’onda del fermento sociale, industriale e scientifico.

La pittura dell’800 vede nascere nuove forme espressive, antiaccademiche e rivoluzionarie, che prediligono la rappresentazione della vita quotidiana, paesaggi, ma anche le emozioni, i sentimenti e l’amore per la patria, che vanno a sostituire le classiche scene religiose o mitologiche.

Ricordiamo tra le più importanti correnti artistiche che trasformarono profondamente l’arte dell’Ottocento e la pittura: il Romanticismo, il Realismo, l’Impressionismo, il Post-Impressionismo, il Simbolismo e il Divisionismo.

Gli artisti dell’Ottocento abbandonano le regole e i metodi accademici rivendicando la propria creatività e libertà tecnica nonché il diritto di creare le proprie opere d’arte senza sottostare alle esigenze del committente.

Queste sono le principali caratteristiche che accomunano le varie correnti artistiche rintracciabili dei dipinti dell’800.

I nostri quadri dell’800:

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COD: QM120
cm76 x cm90


COD: QPG01
70 cm x 70 cm


COD: QM121
80cm x 100cm


COD: QM118
84cm x 74cm


COD: QF19
68 cm x 59 cm


COD: QA19
cm90 x cm46


COD: QM117
55cm x 35cm


COD: QM115
cm33 x cm21


COD: QF16
cm70 x 90


COD: QA13
cm50 x cm70


COD: QM113
cm24 x cm31


COD: QM103
cm56 x cm70

Il Romanticismo

Il Romanticismo si sviluppa inizialmente in Germania, nella pittura dell’800, per poi diffondersi nel resto dell’Europa, riassunto dalle parole “Sturm und drang”, tempesta e impeto.

L’artista romantico vuole descrivere i sentimenti puri e forti, liberi dalla compostezza e dalla freddezza neoclassica. Il Romanticismo è una nuova spinta interiore, un’inedita chiave di lettura della realtà che ne porta alla luce il lato struggente e tormentato, esaltando la spirituale bellezza della vita.

Questi aspetti vengono interpretati in modi diversi dai pittori nelle varie zone d’Europa: in Germania, così come in Inghilterra, si sviluppa fortemente il concetto del sublime, con nomi come Caspar David Friedrich e William Turner. Il loro Romanticismo offre un’interpretazione del rapporto spirituale dell’uomo con la natura, colta nel suo aspetto più spontaneo, come il mare in tempesta, la nebbia e la forza del vento, con l’intenzione di trasmetterne gli aspetti più sublimi, lasciando nell’animo un senso di bellezza, di sospensione, di infinito.

In Francia, artisti come Delacroix e Géricault rappresentano un Romanticismo patriottico, con la volontà di trasmettere forti valori e ideali di libertà.

Nel frattempo in Italia si sviluppa il romanticismo storico, di cui maggiore esponente è Francesco Hayez.

Il Realismo

Dalla seconda metà dell’800, il Romanticismo lascia lentamente il posto ad una nuova corrente, il Realismo. Lo scopo è ritrarre, come dice il nome, la Realtà.

Soggetti che in passato venivano trascurati, perché non abbastanza importanti e ideali, diventano ora il cuore dell’opera, come la fatica del lavoro o le ingiustizie sociali.

Troviamo quindi i dipinti realisti di Courbet e Daumier, che vogliono mostrare le condizioni di vita dei lavoratori, gente semplice e povera come i contadini o gli operai. Millet d’altro canto rappresenta un mondo rurale mantenendo però caratteri ancora romantici e idilliaci.

In Italia questa nuova tendenza realista fa sì che alcuni artisti si riuniscano a Firenze, nel Caffè Michelangelo. Verranno definiti dispregiativamente “Macchiaioli” per la loro tecnica di pittura a macchie.

L’Impressionismo

L’Impressionismo nasce nella seconda metà dell’800 e vuole rappresentare la realtà non per come è ma per come viene vista dagli occhi dell’artista, utilizzando luci e colori per esprimerla.

Uno dei principali esponenti dell’Impressionismo, nonché suo precursore, è Manet. Nel 1863 a Parigi espone il dipinto “Le déjeuner sur l’herbe”, il che provoca scandalo non solo per il palese rifiuto delle regole tecniche accademiche, ma soprattutto per il soggetto, definito immorale.

Successivamente, nel 1874 ha luogo la prima mostra ufficiale dei pittori impressionisti presso lo studio del fotografo Felix Nadar, alla quale partecipano i pittori Claude Monet, Edgard Degas, Alfred Sisley e Pierre-Auguste Renoir. Questa mostra viene definita dai critici d’arte Exposition Impressioniste, definizione che prende spunto dal dipinto di Monet, “Impression, soleil levant”.

L’arte impressionista ha in comune con quella realista l’approccio scientifico alla realtà, il coglierne quanto più possibile gli aspetti concreti.

Mentre per il realismo questo approccio si traduce fondamentalmente nella denuncia sociale, gli artisti impressionisti studiano un realismo tecnico, cioè la perfetta interpretazione dei fenomeni ottici tramite una particolare attenzione al colore e soprattutto alla luce.

Proprio la luce è il vero soggetto dei dipinti impressionisti. L’artista impressionista ha lo scopo di cogliere l’attimo, fissarlo nella tela; per questo nasce una nuova tecnica di pittura en plain air, resa possibile anche dalla disponibilità di nuovi tipi di colore, più resistenti all’aria.

Post-Impressionismo

Verso la fine dell’800 si sviluppano svariate esperienza artistiche, tutte raccolte sotto il termine di Post-Impressionismo e tutte con l’obiettivo di trasmettere l’interiorità del pittore, e non la realtà.

Tre dei principali artisti Post-Impressionisti sono Vincent Van Gogh, Paul Gauguin ed Edvard Munch. Nei loro quadri le forme e i colori vengono deformati, con l’intento di rappresentare l’interiorità dell’artista, fatta di sentimenti e sensazioni.

Sempre più verso il perfezionamento tecnico di questa tendenza pittorica, troviamo Henri de Toulouse-Lautrec, Paul Cézanne (1839-1906) e il suo cubismo, e Georges Seurat, principale esponente del puntinismo.

Il Simbolismo

Nel frattempo, in Francia, si afferma una nuova corrente artistica, il simbolismo, in pura contrapposizione all’Impressionismo e alla sua interpretazione della realtà.

Troviamo quindi dipinti evocativi, ricchi di interesse per il sogno, la visione interiore e l’immaginazione, con nomi come Gustave Moreau, Pierre Puvis de Chavannes e Odilon Redon, il maggiore pittore simbolista.

Il Divisionismo a fine ‘800

A cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, l’Italia vede la nascita di una nuova corrente artistica: il divisionismo, con dipinti realizzati tramite la scomposizione del colore, applicato con pennellate lunghe e filamentose.

Tra i principali artisti del divisionismo italiano troviamo Giovanni Segantini, Gaetano Previati e Giuseppe Pellizza da Volpedo. Possiamo considerare questa corrente artistica una premessa del futurismo, che vedrà nel Novecento nomi come Giacomo Balla, Luigi Russolo, Gino Severini e Umberto Boccioni.