Paesaggio Innevato, Klosters Cavadurli, Silvretta, Svizzera

Olio su tela di Clément Castelli raffigurante Cavadürli a Klosters ed il Silvretta. L’opera restituisce l’atmosfera delle alte quote alpine attraverso una stesura materica a spatola.

Informazioni tecniche:

Codice: QM252
Epoca: 1910 circa
Provenienza: Parigi
Autore: Clément Castelli (1870-1959)
Tecnica: olio su tela

Misure opera: 38 x 55 cm
Misure opera con cornice: 70 cm x 53 cm

Descrizione:

Il dipinto raffigura la frazione di Cavadürli, situata nel comune svizzero di Klosters. La composizione si sviluppa a partire da un primo piano dominato da un declivio innevato, interrotto sulla sinistra dal profilo di un fienile in legno scuro con tetto a capanna interamente ricoperto dal manto nevoso. Una traccia diagonale calpestata solca la neve, guidando lo sguardo verso lo sfondo dove si staglia la catena del Silvretta, parzialmente coperti di neve e profilati contro un cielo terso dalle tonalità azzurro-grigie.

La conduzione pittorica mostra una stesura operata prevalentemente a spatola e a pennello carico, tecnica che conferisce rilievo plastico e spessore materico sia alle pareti rocciose sia ai volumi della neve. La tavolozza cromatica è impostata su una gamma fredda di bianchi, grigi e sfumature di blu, contrastata dalle tonalità brune del manufatto ligneo e da passaggi rosati che descrivono l’incidenza della luce solare sulle vette.

L’opera è firmata in basso a destra. Al retro della tela è presente un’iscrizione coeva a mano che identifica il pittore e la precisa localizzazione geografica (“Klosters – Cavadürli – Schweiz”), affiancata da un timbro circolare recante nuovamente il nome del pittore e la città: Parigi. Il dipinto è inserito entro una cornice in legno intagliato con motivi a volute fogliacee continue, rifinita con una laccatura nei toni del bianco e del grigio e completata da lumeggiature in oro.

Clément-François Castelli (1870 – 1959)

Nato a Premia (Verbano-Cusio-Ossola, Piemonte) nel 1870 da una famiglia originaria di Varzo, Clément Castelli si trasferisce a Parigi nel 1880 per compiere gli studi. Dividerà tutta la sua vita tra la Francia (Parigi e le Alpi) e l’Italia.
Formatosi all’Accademia Libera di Roma e perfezionatosi con un “Grand Tour” artistico in Italia, è stato allievo in Francia dei pittori Jules Adler e Léon Bellemont. Nel 1925 è co-organizzatore ed espositore alla Mostra Italo-Svizzera di Domodossola, dove riceve una medaglia dal Re d’Italia Vittorio Emanuele III e il comune acquista due sue tele.
Membro attivo dal 1927 della prestigiosa Société des Peintres de Montagne (Società dei Pittori di Montagna), ne diventa curatore delle mostre dal 1934 fino alla morte, avvenuta tragicamente a Parigi nel 1959 a causa di un incidente stradale.

Carriera e Riconoscimenti
-Saloni Parigini: Ha esposto regolarmente al Salon des Indépendants (dal 1913), al Salon des Artistes Français (dal 1921), al Salon Violet (Medaglia d’argento nel 1938) e al Salon d’Hiver tra il 1942 e il 1951.
-Presenza nei Musei: Due suoi paesaggi sono stati ammessi nelle collezioni del Museo del Louvre (il primo nel 1948).
-Onorificenze: Nominato Officier d’Académie (1933) e Officier de l’Instruction Publique (1948).
-Attività di Restauro: Noto e stimato restauratore di dipinti antichi ed esperto nella tecnica del rintelaiato. Nel 1915 ha scoperto e restaurato un importante             affresco del XV secolo nella chiesa parrocchiale di Varzo.

Stile e Soggetti
Castelli è considerato principalmente un pittore di montagna, grazie anche alle sue doti di esperto alpinista che gli permettevano di raggiungere l’alta quota.
-Soggetti principali: Le grandi vette delle Alpi francesi (Valle di Chamonix, La Meije, l’Oisans), svizzere (numerose vedute del Cervino) e italiane. Ha dipinto anche scorci dei Pirenei (Gavarnie, Gaube, Ossau).
-Tecnica e Palette: Artista molto prolifico, dipingeva sia su tela che su piccoli pannelli di legno (più facili da trasportare in quota). Caratterizzato da una pennellata classica e da una palette cromatica “fredda” e riconoscibile, ideale per rendere la luce e l’atmosfera dei ghiacciai e delle vallate alpine.
-Nota d’archivio: Il suo atelier parigino si trovava al numero 4 di Rue du Faubourg-du-Temple (spesso identificabile tramite un timbro sul retro delle opere).